Situazione Transhipment
Intervento del Vice Presidente di Assologistica Giancarlo Russo
Milano, 26 gennaio 2010
A seguito del dibattito nazionale sulle tematiche del transhipment conseguenti
alla crisi economica in atto, trasmettiamo il comunicato del Vicepresidente di
Assologistica Giancarlo Russo.
COMUNICATO
Alquanto singolare e molto “nordista“ la posizione del Presidente dell’A.P. di
Genova Luigi Merlo, che fa calare la sua mannaia rivisitando la portualità
nazionale suggerendo di chiudere gli hub del sud perchè “
sono porti senza
futuro”.
Singolare perchè - di norma - Assoporti, cioè l’Associazione delle Autorità
Portuali, difende il patrimonio dei porti italiani. senza se e senza ma, in ogni
sede.
In effetti la Sua analisi
registra la situazione attuale caratterizzata
da un eccesso di offerta di porti hub sulla domanda,
registra la
prevedibile ulteriore crescita dell’ offerta,
registra un differenziale
di costi “assoluti“ facendone conseguire la necessità di “una resa senza
condizioni“, cioè la chiusura.
Le obiezioni di merito che potrei avanzare sono moltissime. Mi limito a far
osservare che i porti di transhipment - a condizione che la competizione possa
svolgersi in modo meno distorto di quello che è cresciuto e si è consolidato in
questi anni nella disattenzione generale – hanno un futuro grazie alla loro
posizione geografica sia nell’ottica door to door a minor costo, sia come
“porta“ verso l’area balcanica, sia - con una intermodalità efficiente quindi
con un mix di costi mare-terra competitivo - verso il Nord-Est europeo.
Il Presidente Merlo dimentica un principio che Egli stesso applica a Genova fin
dal Suo insediamento e che è ragione della stima che la nostra Associazione gli
ha sempre manifestata: “
ogni battaglia non combattuta è perduta per
definizione” . E noi chiediamo solo di essere messi in condizioni di
combattere la nostra battaglia, non limitandoci a registrare, ma reagendo mentre
il mercato anche se lentamente riprende. Questo è un
dovere che
abbiamo nei confronti dei territori in cui operiamo!
In questo caso la battaglia consiste nel convincere la politica, le OOSS, le
amministrazioni, la pubblica opinione che si deve intervenire
per correggere
evidentissime distorsioni del mercato che sono la conseguenza del disinteresse -
a distanza di quindici anni dall’introduzione della Legge 84/94 - per
l’esistenza (mai ammessa da coloro che vivono di rendite di posizione) di un
particolare mercato sovranazionale chiamato “mercato del transhipment“, nel
quale non vigono e non valgono le regole comunitarie nè quelle nazionali.
Tutto qui.
Mi permetto poi poche considerazioni a margine.
Proprio da Genova, che ha beneficiato in passato di tante attenzioni del Governo
e che sta esprimendo un’ attenzione meritevole agli aspetti imprenditoriali e
sociali dell’industria portuale, avrei sperato di non sentire tanta distanza sia
dai 5.000 - 6.000 lavoratori che operano a Gioia Tauro, Taranto e Cagliari, che
dagli importanti gruppi internazionali che hanno visto potenzialità in questi
hub che non possono essere espresse da altri porti nazionali per la distanza
dalla rotta Suez-Gibilterra.
Al Presidente Merlo vorrei far notare che, per questo motivo, i quasi 5 milioni
di movimenti attualmente patrimonio dei porti Hub non si “sposteranno” verso i
porti del Nord Tirreno o del Nord Adriatico e che il Suo auspicio
rappresenterebbe, se realizzato, un grande regalo proprio ai porti egiziani,
maghrebini ecc.
Invece, se finalmente si correggeranno le distorsioni di mercato che i porti Hub
lamentano, le primarie multinazionali che hanno investito negli hub meridionali,
confermeranno ulteriori investimenti, peraltro programmati, perchè hanno
riscontrato grosse potenzialità di “
mercato” e quando alla ripresa
dei traffici contribuiranno al PIL delle Regioni del Sud in modo consistente,
come hanno fatto finora.
Com.te GianCarlo RUSSO
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admin-assologistica
Last modified
27-01-2010 05:30 PM