Il vicepresidente di Assologistica, Agostino Gallozzi, è intervenuto in audizione alla IX Commissione Trasporti della Camera sul DDL di riordino della legge portuale
Roma, 2 luglio 2026 - Il 1° luglio, Agostino Gallozzi, vicepresidente di Assologistica, è intervenuto in audizione presso la IX Commissione Trasporti della Camera dei Deputati nell’ambito dell’esame del Disegno di Legge sul riordino della governance portuale.
Nel corso dell’audizione, Gallozzi ha espresso la posizione di Assologistica sulla necessità di aggiornare la normativa portuale senza alterare i principi che hanno consentito al sistema di accompagnare, negli ultimi trent’anni, la modernizzazione e l’internazionalizzazione dell’economia italiana.
«La Legge 84/94 è stata una norma positiva, capace trent’anni fa di avviare un vero cambio di paradigma che ha contribuito a sostenere la modernizzazione e l’internazionalizzazione dell’economia italiana. Oggi una sua attualizzazione, orientata da una visione strategica unitaria del sistema portuale, è certamente utile, ma questo processo non deve in alcun modo sconvolgerne i capisaldi, mantenendo fondamentale il ruolo delle AdSP», ha dichiarato Gallozzi. Assologistica condivide l’obiettivo di coordinare, in una visione nazionale di sistema, le attività di analisi, pianificazione, progettazione e realizzazione delle infrastrutture portuali.
Il DDL prevede che tale funzione strategica venga delegata a un nuovo soggetto giuridico a capitale pubblico, Porti d’Italia SpA.
Su questo punto, tuttavia, permangono diffuse perplessità da parte del cluster marittimo-portuale. L’attuale impianto normativo contiene già strumenti che, se adeguatamente sviluppati e rafforzati, possono rispondere a questa esigenza di indirizzo strategico. Per Assologistica, la riforma deve evitare la stratificazione di nuovi organismi decisori, che rischierebbe di creare incertezza, allungare i procedimenti e appesantire l’amministrazione, producendo un risultato opposto alla semplificazione richiesta dal settore e dal mondo imprenditoriale.
Nel suo intervento, il vicepresidente di Assologistica ha sottoposto alla Commissione tre ulteriori considerazioni: mantenere centrale il ruolo delle Autorità di Sistema Portuale; restituire una funzione decisionale alle rappresentanze economiche del cluster marittimo e portuale; superare una classificazione degli scali fondata esclusivamente sulla mappatura formale europea TEN-T.
Secondo Assologistica, la riforma deve restituire centralità decisionale alle rappresentanze economiche, prevedendo sedi chiare e continuative di confronto con le associazioni e con gli organismi che rappresentano operatori e utenti dei porti. Il contributo di tutti gli attori del sistema deve essere parte integrante di una programmazione orientata alla competitività del sistema economico del Paese.
In questa prospettiva, Assologistica ritiene auspicabile il ripristino, all’interno delle AdSP, dei Comitati portuali previsti dalla originaria Legge 84/94, archiviando l’inefficace esperienza degli Organismi di partenariato.
L’Associazione non condivide inoltre una classificazione dei porti italiani basata unicamente sulla loro collocazione formale all’interno della rete europea TEN-T. Gli scali devono essere valutati per il loro impatto concreto sull’economia reale dei territori, misurando i volumi movimentati, la presenza di operatori qualificati, l’indice di connettività, l’integrazione e la prossimità con i distretti produttivi.
Limitarsi alla qualifica di “porto centrale TEN-T” rischia di creare ingiuste asimmetrie e una distorsione dei principi di corretta concorrenza tra soggetti imprenditoriali, che devono poter offrire le condizioni di accesso al mercato più competitive.
Gallozzi ha infine ribadito che il ruolo delle Autorità di Sistema Portuale deve restare centrale e che le loro prerogative vanno salvaguardate. Le AdSP rappresentano un punto di riferimento insostituibile per la gestione funzionale degli scali a supporto dei sistemi economici locali e per sostenere ulteriormente la crescita del Made in Italy nel mondo.