Ven, 12 luglio 2019 /

Intervento del Presidente Andrea Gentile al Convegno 'La logistica traina l’economia lombarda' dell'11 luglio

Buongiorno a tutti!

SONO ORGOGLIOSO di essere in questo convegno a parlare di LOGISTICA, un settore fino a qualche anno fa non adeguatamente considerato nel nostro Paese, non da chi fa logistica ovviamente, ma dagli imprenditori (troppo spesso inclini alla sola formula del “franco fabbrica”) e - ahimè - anche dal mondo politico-istituzionale, in passato piuttosto “miope” verso un comparto che oggi invece si sta rivelando foriero di grandissime opportunità (anche occupazionali) per l’Italia e la sua economia.

Ma, fortunatamente, i tempi e gli atteggiamenti cambiano. E il convegno di oggi è un ulteriore segno della necessaria considerazione di cui gode il nostro settore in ambito istituzionale. E di questo sono grato alla Regione Lombardia e ai rappresentanti del mondo politico-istituzionale presenti in questo incontro a “ragionare” intorno al ruolo di traino economico della logistica.

Il Presidente Fontana durante l’incontro con Assologistica del 17 gennaio scorso su nostra specifica richiesta ha espresso il suo consenso alla realizzazione di un Osservatorio regionale sul settore logistico da realizzarsi in collaborazione con Polis Lombardia e con l’assessorato all’Istruzione, Formazione e Lavoro. Ebbene, dopo questo incontro si è sviluppata una fattiva collaborazione tra Assologistica, il Direttore Generale di Polis, dr. Matone e l’Assessore Melania De Nichilo Rizzoli. Questa collaborazione ha permesso a Polis Lombardia di strutturare una ricerca riguardante l’impatto occupazionale della logistica in Lombardia che oggi ci viene presentata. Questo è solo il primo segno visibile di una efficace collaborazione con le strutture di Regione Lombardia che si svilupperà anche nei prossimi mesi, toccando i temi della formazione professionale, lo sviluppo del settore e-commerce nella logistica, la lotta contro le false cooperative e la tutela del diritto di impresa e della sicurezza dei lavoratori.
Ringraziamo sentitamente il Presidente Fontana per la sensibilità dimostrata e invitiamo lui, gli assessori interessati ed i loro dirigenti a continuare l’ottima collaborazione con Assologistica in un’ottica di partnership sussidiaria tra Ente Pubblico e Corpi Intermedi.

E sono FIERO di esse qui a parlare di logistica nella sede della Regione “locomotiva” della economia del nostro Paese. Una Regione – assieme al suo mondo produttivo - sempre più consapevole che le merci non vanno solo prodotte, ma anche vendute ed esportare nel modo più proficuo possibile e qui – se permettete – entra in gioco il ruolo di noi Logistici.

Un ruolo che – come vedrete dalle relazioni che seguiranno – è cambiato radicalmente negli ultimi anni, complici molti fattori che tutti conosciamo e che non sto a enumerare, ma che stanno modificando il modo stesso di “lavorare” e di “operare concretamente” da parte di chi tutti i giorni deve gestire le merci e i beni prodotti, che – voglio ricordarlo – è e resta una delle maggiori economie del Vecchio Continente.

L’indagine Polis Lombardia che verrà presentata a breve, mette in luce come l’attività dei logistici sia aumentata in Lombardia di più di quella degli operatori che si occupano dei soli trasporti. Attività non solo attenta alla gestione delle merci in magazzino e alla loro distribuzione, ma sempre più capace di garantire servizi evoluti (advanced co-packing, assemblaggio e lavorazione dei prodotti, gestione delle scorte, gestione del flusso di materiali negli stabilimenti produttivi, e-commerce, gestione dei pagamenti e recupero dei crediti, assistenza ai clienti, ecc.). 

Tutti servizi e attività che richiedono una dote fondamentale per un operatore che fa logistica, ovvero la “flessibilità”. Dote che l’evoluzione tecnologica e l’avvento della cosiddetta 4a rivoluzione industriale hanno ulteriormente enfatizzato, chiedendo competenze professionali inedite da parte anche degli occupati nel nostro settore.

Flessibilità che non può non fare rima con “innovazione”, imperativo cui nessun operatore che si fregi dell’aggettivo “logistico” può oggi ignorare. Viviamo tempi in cui il “futuro” preme e ci fa prendere atto di scenari impensabili fino a poco tempo fa (si pensi solo ai camion e alle auto a guida autonoma). Tempi in cui – lo ripeto - il successo di un’impresa si gioca dunque sulla sua capacità di fare innovazione. Innovazione tecnologica e digitale in primis, ma non solo, perché va da sé che se il cambiamento tecnologico non è accompagnato da una modifica dei paradigmi di riferimento, soprattutto culturali, il rischio di commettere errori per il futuro stesso dell’umanità sono grandi ed epocali.

Nessuna paura però, ma coraggio, ricerca, analisi e attenzione ai nuovi paradigmi da conseguire dovranno essere le guide che anche noi operatori della logistica dovremo seguire. Con quale obiettivo? Nel “piccolo” fare grande la nostra città, la nostra Regione e il nostro Paese, creando un futuro solido anche per il proprio settore economico di riferimento, con tutte le ricadute occupazioni che ciò comporterà. Nel grande fare del pianeta che ci ospita un luogo sicuro e “divertente”, dove continuare a fare crescere i nostri figli e con essi le nostre imprese.
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